I Designer’s Days di Parigi: i segreti della città e quelli dei progettisti

Con un notevole numero di esposizioni e spazi dedicati agli incontri, i Designer’s Days tenutisi a Parigi dall’11 al 15 giugno, hanno offerto a curiosi e appassionati quattro giorni di belle scoperte.
Architetti, designer, scenografi e studenti si sono uniti a fabbricanti, editori, imprese e a un centro di ricerca in uno slancio comune, tra luoghi sconosciuti e una scena creativa piena di sorprese.
Un lungo weekend durante il quali la città si è risvegliata al ritmo degli eventi, come pure per l’energia dei protagonisti.
Una delle caratteristiche (e l’aspirazione) del Designer’s Days è la diversità che intercorre tra gli espositori. Arte, progetto e industria si muovono in parallelo, si comprendono e dialogano. Una vera e propria ibridazione tra arte e industria, felicemente riuscita.
Anche la creatività più giovane ha trovato ispirazione in questo spazio di incontro e confronto, e le più importanti scuole di design hanno presenziato all’evento: il Royal College of Art londinese si è associato alla Manifattura Nazionale di Sèvres per il progetto The Enemy of the Good, sottolineando l’importanza del know-how della fabbrica, quello che sta dietro alla decorazione, i dettagli nascosti della porcellana e la lavorazione delle forme.
Un tour, quello proposto dai Designer’s Days, che si trasforma in una scoperta della sorprendente città di Parigi, che si snoda lungo le tracce suggerite dal tema dell’evento.
Appollaiato in cima al palazzo di Chaillot o nascosto nel sotterraneo di un cortile interno, il visitatore prende parte al gioco.
Parigi è una città di segreti è alcuni possono essere svelati in questa occasione.
Ma i segreti suggeriti dal titolo di questa edizione sono anche quelli di fabbricazione, come nel caso di Veronesi e della sua scenografia a base di sabbia (elemento indispensabile per realizzare i suoi oggetti lucenti), o di Baccarat e il suo Rosso di 5 Ore, che racconta il processo di fabbricazione del colore, ottenuto dalla fusione del cristallo con la foglia d’oro.
La Manifattura di Sèvres ha esposto i suoi indispensabili attrezzi mentre Mathieu Lehanneur, designer francese, ha evidenziato la resistenza della materia creando Il Laboratorio Immaginario per Poltrona Frau: il segreto è illustrato dalla tecnica di fabbricazione tradizionale dei sacchi per la boxe (l’avreste mai detto?).
Suggestive fotografie mostrano i boxeurs testarne la resistenza, in un miscuglio di sport e eleganza dai risvolti surrealisti.
Il tutto tra tendenze attuali e sguardi rivolti al futuro, restando comunque ferme la vocazione all’eco sostenibilità e alla mescolanza delle arti.


















































